COME SI VALUTA IL RISCHIO DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI? RISCHI, PRECAUZIONI E GLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

 

  • Cosa sono i campi elettromagnetici?
  • Come si effettua la valutazione del rischio campi elettromagnetici?
  • Quali sono i rischi per i lavoratori?
  • Cosa deve fare il datore di lavoro?

La valutazione del rischio campi elettromagnetici (CEM) è uno strumento importante per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori esposti.

Il Testo Unico (articolo 207), definisce così: si tratta di “campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo, di frequenza inferiore o pari a 300 GHz”.

Produrre il documento di valutazione dei rischi è un obbligo non delegabile del datore di lavoro, secondo il D.Lgs. 81/08. Il D.Lgs. 81/08 dedica tutto il Capo IV (Titolo VIII) alla “Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici”, e rappresenta uno dei punti di riferimento su questa tematica.

Negli ultimi anni la legge è stata aggiornata, con la direttiva europea 2013/35/UE poi recepita in Italia con il D.Lgs. n. 159 del 1° agosto 2016.

Un utile strumento per i datori di lavoro è rappresentato anche dalla “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della Direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici“, pubblicata dalla Commissione Europea.

GLI EFFETTI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI

 

Quali sono gli effetti causati dai campi elettromagnetici? 

Gli effetti possono essere diretti o indiretti, e le normative si pongono l’obiettivo di proteggere la persona da entrambi.

EFFETTI DIRETTI

Sono quelli immediatamente riscontrabili. Possono provocare:

  • nausea,
  • riscaldamento del corpo (o parti di esso),
  • effetti su nervi, muscoli o organi sensoriali.
EFFETTI INDIRETTI 

Insorgono a livelli espositivi più bassi e riguardano, ad esempio:

  • interferenze con dispositivi elettronici impiantati passivi (protesi, piastre di metallo, ecc.);
  • interferenze con dispositivi elettronici impiantati attivi (come pacemaker o defibrillatori impiantati);
  • interferenze con altre attrezzature e dispositivi medici elettronici;
  • innesco involontario di detonatori, incendi o esplosioni;
  • effetti su schegge metalliche, tatuaggi, body piercing e body art;
  • scosse elettriche o ustioni dovute a correnti di contatto.

VALUTAZIONE DEI RISCHI, PREVENZIONE E PROTEZIONE 

 

Per la valutazione dei rischi, vengono presi come riferimento due parametri fondamentali: valori limite di esposizione e valori di azione.

Secondo l’art. 209 comma 4 del dlgs 81/2008 i fattori da considerare in fase di valutazione del rischio sono:

  • livello, spettro  di frequenza, durata, tipo di esposizione;
  • valore limite di esposizione e valor di azione;
  • effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori;
  • effetti indiretti;
  • presenza di attrezzature alternative per ridurre i livelli di esposizione;
  • disponibilità di azioni volte a minimizzare i livelli di esposizione;
  • informazioni raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria;
  • sorgenti multiple di esposizione;
  • esposizione simultanea a campi di frequenze diverse.

In base ai dati rilevati, andrà stabilito se e quali misure di prevenzione e protezione mettere in atto. 

Il datore di lavoro, secondo l’art. 209 comma 4 del dlgs 81/2008, dovrà tenere in considerazione:

  • altri metodi di lavoro che implichino una minore esposizione ai campi elettromagnetici;
  • scelta di attrezzature che emettano campi elettromagnetici di intensità inferiore, a seconda del lavoro da svolgere;
  • misure tecniche per ridurre l’emissione dei campi elettromagnetici, incluso (se necessario) l’uso di dispositivi di sicurezza, schermature o di analoghi meccanismi di protezione della salute;
  • appropriati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, dei luoghi e delle postazioni;
  • progettazione e struttura dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
  • limitazione della durata e dell’intensità dell’esposizione;
  • disponibilità di adeguati dispositivi di protezione individuale.

Ogni quanto va effettuata? La valutazione dei rischi da campi elettromagnetici va aggiornata:

  • ogni 4 anni;
  • ogni volta che risulti necessario dalla sorveglianza sanitaria obbligatoria;
  • in caso di cambiamenti per quanto riguarda strutture o attrezzature di lavoro.

La valutazione dev’essere svolta da professionisti competenti e dotati della strumentazione idonea.

Se hai bisogno della valutazione rischi campi elettromagnetici per la tua azienda, contattaci oggi stesso per avere subito maggiori informazioni.

 

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